Egi

Egi come sceglierli?

Il mercato offre un incredibile varietà di questi coloratissimi artificiali chiamati Egi, per la pesca ai cefalopodi.

Ma come scegliere quello giusto?

Che colore prendere?

Quale misura?

Vediamo di fare un pò di chiarezza.

Egi cos’è?

I vecchi pescatori solevano chiamarle “totanare“, forse perché i primi cefalopodi ad essere insidiati erano proprio i totani dalle barche, forse perché non esisteva ancora la modo di usare le lingue straniere, boh!

E’ un imitazione, più o meno veritiera, di un gamberone. Nella parte della coda trovano alloggiamento i “cestelli” corone doppie di ami senza ardiglioni delegati al trattenere il cefalopode dopo la ferrata. Spesso coperti da una retina setosa colorata, a volte sgargianti nei colori, a volte tenui, a volte monocolore. Gli occhi del egi sono di grande misura, spesso brillanti, le piumette laterali a rappresentare delle pinne. Sotto il musetto un piombino per garantirne l’affondabilità per le versioni “deep“, mentre ne saranno sforniti gli “floating“. Gli “shallow” avranno sempre la deriva in piombo ma stavolta sarà di dimensioni minori oppure bucherellata per garantirne si l’affondabilità ma in modo lento e costante.

Le misure

Le misure sono solitamente 2/2,5/3/3,5 e 4. Con queste sigle non si intendono le grammature ma le dimensioni dell’esca. Un egi 2 sta per 6 cm di lunghezza (2×3 cm), un egi 3 sta per 9 cm (3×3 cm) e così via. La misura non implica di per sé un maggior peso dell’esca, difatti , ciò che conta realmente è la velocità di affondamento. Per le seppie sceglieremo le misure più piccole, dalla 2 alla 3, mentre per calamaritotani polpi, andranno benissimo le misure maggiori.

Quale colore scegliere?

Come già detto, esistono migliaia di varianti. Ma, prima, chiediamoci come funzionano gli occhi dei cefalopodi.

Essi hanno una conformazione ed una struttura profondamente diversa da quella degli esseri umani. I loro occhi si sono evoluti in base all’ambiente in cui vivono, la loro indole da grufolatore o da predatore, l’intensità luminosa dell’ambiente che frequentano. Studiandone gli occhi, si è notato, che hanno pochissimi ricettori dei colori. Mentre ne hanno in gran numero specializzati in altro, come la visione in scarsissima quantità di luce come quella che trovano negli alti fondali, o come la possibilità di vedere anche in acqua velate o comunque non limpide. Ciò non di meno, sono in grado di percepire le sfumature di colore…..Percepire, non distinguere chiaramente!

Quindi, se è vero che la capacità migliori dell’egi sta nella sua naturalezza di nuoto, del movimento, e della risposta alle nostre manovre, è giusto dare importanza anche all’aspetto cromatico. Nel grafico seguente un idea di massima per la scelta dei Vs egi.

Egi i colori
Egi i colori

Negli artificiali delle case più blasonate, troverete tante combinazioni e sfumature di colore, alcuni visibili a occhi nudo, altre visibili solo in acqua. La differenza fra gli artificiali da 1 € e quelli da 15 o più, sta proprio in questi particolari. Alcuni hanno una colorazione interna che è completamente differente da quella esterna. Tanti studi alla base di ciò, continue sperimentazioni, continue prove portano, inevitabilmente, ad una maggiorazione dei prezzi ma, ripeto, la differenza è tanta.

E la temperatura dell’Egi?

Altro particolare, recentissimo, è quello che risiede nella capacità che hanno il corpo di alcuni egi di mantenere una temperatura all’interno dell’artificale.

Un corpo inerme immerso in un liquido tenderà ad averne la stessa temperatura. Un pezzo di plastica dopo pochi secondi in acqau ne assumerà la stessa temperatura. Ma i pesci non sono “inermi”, hanno un loro metabolismo per cui la loro temperatura corporea può variare da quella del liquido in cui sono immersi. Dopo anni di studio la Yamashita ha creato della totanara perfetta: l’EGI OQ LIVE!

Hanno brevettato un nuovo tessuto il “Tactywarm“, capace di assorbire luce e calore e di mantenerli a lungo. In acqau la differenza di 0,5 gradi, o addirittura 1 grado. Fanno un enorme differenza. Il cefalopode sarà meno restio ad attaccarli! L’uovo di colombo! Qualcosa a cui nessuno aveva ancora pensato.

Se non volete spendere decine di euro su di un unico artificiale, potete ovviare ma solo grossolanamente, tenendo al caldo i vostri egi. La differenza di temperatura durerà solo pochi istanti, ma…..chissà…..provare sempre!

Tactywarm
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La tecnica di pesca con gli egi da terra

Nasce in Giappone, viene importata in Italia inizialmente come tecnica di pesca dalla barca. L’evoluzione di attrezzatura ed esche la renderà compatibile con la pesca da terra. E’ una tecnica di pesca molto dinamica, pratica con attrezzature leggere è alla portata di tutti. Anche se con lo spinning condivide molte peculiarità è una tecnica di pesca a sé stante. Qui non peschiamo pesci capaci di fughe poderose, testate e repentini cambi di direzione. Peschiamo cefalopodi che pesci non sono!
Dopo il lancio, metteremo il filo subito in trazione per far scendere l’egi in modo corretto. Dopo che si sarà adagiato sul fondale, attenderemo qualche secondo( max 10) ed inizieremo a dare due o tre jerkate veloci ( rapido movimento della canna con filo in tensione) verso l’alto, rimetteremo in tiro il filo ed attenderemo qualche altro secondo. A questo punto, recuperiamo qualche metro facendo strisciare l’egi sul fondale. Se non sentiamo peso, ricominciamo con le jerkate. Se sentiremo peso, una rapida ferrata non esagerata, ci avvertirà della presenza del cefalopode. Inizieremo allora la fase di recupero che sarà lenta. I tentacoli, vittima dei nostri cestelli, potrebbero facilmente spezzarsi con conseguente perdita del cefalopode.

E’ una pesca delicata!

Niente a che vedere con la brutalità di uno spinner!

Per recuperalo dall’acqua un buon guadino a maglia larga ci aiuterà ad evitare di perderlo.

Ricordate che i cefalopodi sono bravissimi a cambiare profondità di pesca in qualsiasi istante. Prima di spostarvi di qualche metro per cambiare spot, sondate tutte le fasce d’acqua. Non è raro che arrivino a cacciare a pochi cm dalla superficie.

Danilo Scorza

Pescatore in mare dalla tenera età di sei anni, oggi praticante di quasi tutte le tecniche di pesca da riva in mare, raramente mi avventuro in acque interne avendo residenza in Sicilia. Non amo le gare indette dalla fipsas ne dare consigli di carattere "commerciale". Tutto quello che leggerete sarà dettato dall'esperienza personale e da quella degli altri autori. Qui nessuno cercherà di vendervi nulla!

Un pensiero su “Egi

  • 11 Novembre 2022 in 15:33
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    Il recupero per favore, prima che impazzisco! 😀

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